GIORNATA
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Quel che importa al presente, l'oratorio tra
quanti ne sussistono in, Genova è l'unico che
conservi le sculture e i dipinti procurati in addietro -
per decoro di esso e per le sfarzose processioni -
che fino a questi ultimi tempi lo facean
rinomato; e paragonando quel ch’ ora possiede,
con quel che notano le vecchie guide non vi
appaiono i segni della moderna chiusura, nè vi
discerni mutazioni se non in quanto s'accrebbe
di qualche lavoro, sebbene di lieve momento.
Tali sono gli affreschi ; l' uno nella vôlta col
santo che contempla Maria d' un pittor milanese
come assicuran le tradizioni, l'altro con putti
eseguito da Carlo Baratta nel 1788. Nè già mi
persuado, che la pittura del milanese sia posteriore -
alla guida del Ratti che la passa in
silenzio ; la tacque forse considerandone la mediocrità, -
che nelle cose recenti o contemporanee -
si suole esagerare, e dagli artisti condannare -
al dispregio. I tratti del pennello, e in
parte la viziosa libertà del disegno mi fan credere, -
che questo pittore sia quel desso osservato -
da noi alle monache di S. Silvestro; e che
se pur quivi è men licenzioso sia da attribuirsi
al minor campo che gli fu dato a dipingere. Ma
poche parole si deono a tale artista, com anche -
a quel Nicolò Malatto che dipinse angioletti
sovra l'altar maggiore coi disegni di Paolo Gi¬17* -