Metadata : Guida artistica per la città di genova (1)

TERZA
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tegna,  esercitato  ed  applaudito  in  Milano  sui
principii  del  cinquecento.  Sarebbe  arduo  il  decidere -
  quale  dei  due  promovesse  in  Genova,
sebben  per  poco,  l'imitazione  lombarda  che  indi -
  a  non  molto  soggiacque  alla  perinesca;  dacchè, -
  oltre  alla  conformità  del  lor  gusto,  è  da
notare  ch’  essi  vennero  à  Genová  quasi  contemporaneamente, -
  come  assicura  del  Sacchi  la  data -
  de  quadri,  del  Mantegna  l'anno  in  cui  fu
chiamato  1.  Ora,  svanita  ogni  opera  di  Carlo,
da  quest  una  del  Sacchi  abbiam  lesempio  diquel -
  gusto,  ch’  io  direi  severo  e  gaio  nel  tempo -
  stesso,  onde  s'  informo  in  gran  parte  la  secońda -
  e  più  graziosa  maniera  del  Semino  e  del
Piaggia.  L’uso  di  ritrarre  vedute  di  paese  per
campo  dell'  istoria,  forse  già  introdotto  fra  noi
dal  Bombelli,  guadagna  bellezza  nel  Sacchi,  finó
a  disgradarne  le  cose  fiamminghe.  Anche  le  figure -
  grandeggiano  sovra  quelle  de'  contemporanei -
  pèr  un  carattère  di  maestà  che  impone
maraviglia,  per  una  evidenza  che  promove  ogni
affetto.  Fu  primo  altresi,  se  non  erro,  ad  inculcare -
  in  Genova  coll’esempio  l’estrema  armonia
e  temperanza  de  colori  che  tanto  giova  al  riposo,
Lo  invitó  a  Genova  Ottaviano  Fregoso  eletto  Doge  nel
1515  affioché  vi  dipingesse  ,  e  v'istruisse  discepoli.  E  da
credere  ch'  egli  fosse  esentato  dagli  statuti  dell'  arte,  poichè
il  suo  nome  non  si  trova  nella  matricola.
            
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