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TERZA
nevolmente nascerebbe il sospetto, ch' essa sia
frutto dell' antica pittura genovese accomunata
co' greci. Ma chi sostenne siffatta comunanza
non fece che prender congetture dall'istoria d'altre -
italiane città, e specialmente dalle toscane ove
trovansi pitture e musaici d’autor bizantino in
tanta copia, da scusar quasi il Vasari che scrisse,
essersi l’arte perduta in Italia, avervela i greci
ricondotta e insegnata. Del resto, non so che
in Genova rimangano vestigi di quella goffa maniera -
che possan dirsi nostri, benchè ci restassero -
de’ primi secoli dopo il mille monumenti
di nazionali e di stranieri. La presente imagine
fu recata da Pera colonia genovese in Costantinopoli -
nel 1461 dopo il conquisto fattone dal
Turco, e quivi depositata con obbligo di restituzione -
ove Pera si ricuperasse. Abbiam notizia
di questo fatto nel Giustiniani, le cui parole non
lasciano dubitare sull'identità del quadretto .
1..... Del mese d' ottobre (1461) furono depositati appreso
i frati di Madonna di Castello ventiquattro volumi di libri,
ed alquante reliquie ornate con argento, ed oro, pertinenti
come disopra (intendi alla città di Pera)..... e. del mese di
dicembre fu depositata appresso i frati di Castello una Icona
o sia imagine della Nostra Donna lavorata in argento ed
ornata di perle e di anella; del quale deposito e degli altri
sopradetti sono autentiche scritture nei libri del Comune, e
i depositarii diedero securità de restituendo semprechè Pera
si ricuperasse. Aupali .— L. V.