TERZA
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di far onore al suo secolo, non è raro- a vedersi -
in Genova, e fa quasi supporre una sequela -
d'imitatori. E se pure mi si chiedèsse da
quali principii si possa ripetere con qualche probabilità, -
io non dubiterei d’accennare quel Nicolò -
da Voltri, che fiori sui principii del mille
quattrocento, un di coloro (secondo il Soprani
che primi furono in Genova a dimostrare qual
fosse la forza d’ un pennello da saggia mano artificiosamente -
maneggiato. E anche da notarsi
ciò che osserva lo stesso scrittore riguardo al
Voltri: ci dobbiamo persuadere, essere uscite dalla
sua stanza molte altre tavole, che lavorate nella
maniera suddetta si vedono in varie chiese, nelle
quali tavole tuttochè Nicolò non vi scrivesse il
suo nome, se però con attenzione le considereremo, -
facilmente vi ravviseremo i tratti del suo
pennello
1 Non trascrivo inutilmente lo squarcio del Soprani. Egli
è vero che ogni opera certa di Nicoló da Voltri si stima
perduta, che il Ratti confermò l' opinione, e che il Lanzi,
men pratico delle cose nostre vi si acconciò, laonde riuscirebbe -
impossibile ogni confronto tra le távole di Nicolo
e quelle che si trovano, in diversi luoghi. Ma jo tengo per
fermo che una delle notate dal Soprani si cônservi tuttora,
ed é quella in S. Teodoro, di cui parleremo a suo tempo.
— Una tavola dello- stesso stile e del medesimo argomento
di questa Nunziata posseggono i Francescani a santa Maria
del Monte. — Dee quivi notarsi una contraddizione del P.