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SECONDA
ci fan credere della scuola di Traverso o Rava¬Schio. -
Delle tavole locate agli altari dell' Oratorio una
sola vuol’ essere nominata, cioè quella a sinistra
colla Trinitá e i SS. Pio V e Vincenzo Ferreri
d'un Francesco Sasso, noto per questa sola opera, -
che non passa oltre la mediocrità. La volta
e le pareti dell' altar maggiore hanno affreschi
di Carlo Baratta; l’assunzione di Maria con profeti -
ed angioli nelle lunette, e in due spazi laterali -
l'annunziazione e la presentazione; non
de’ più studiati nè de’ più conservati di questo
pittore, ma belli tuttavia di quella spiritosa franchezza -
che gli dà pregio negli stessi difetti. Son
pur sue le due composizioni ad olio che fiancheggiano -
l'altare, cioè Cristo che risuscita Lazzaro, -
e Tobia che seppellisce cadaveri. E in queste, -
benchè sia diversa la meccanica, egli è
quasi frescante ; tinge a gran masse, poco studia -
la finitezza, molto l' effetto. E poichè gli argomenti -
non poteano desiderarsi più acconci, il
ricavò dal misterioso della scena, dal concitato
delle movenze, da ogni volto, da ogni espressione, -
profittando altresi della libertà che gli
davano i subbietti nel giuoco delle ombre; talchè -
le due tele piacquero a suoi giorni e piacciono -
tuttavia pel complesso di queste doti, che
se non sono le più sostanziali in chi dipinge,