XXXII
liéte speranze mà perseguitati dalla sorte, cioè Giacomo -
Bargone e Nicolosio Granello detto il Figonetto.
Al Bargone tolse prima il senno poi la, vita una bevandà -
malefica propinatagli per invidia da Lazzaro
Calvi; l’altro, scarseggiando di commissioni, mori povero -
ed afflitto senza il conforto di lasciar monumenti -
che attestassero ai posteri le ingiustizie della
propria fortuna.
La gloria di dare alla patria una fiorente successione -
di pittori era serbata a Luca Cambiaso. Nacque
nel 1527 di Giovanni, pittore anch' egli, da principio -
studioso del Mantegna, poscia ammiratore e seguace -
di Perino. E creduto inventore del metodo di
disegnare per cubi le figure umane, che il Lomazzo
attribuisce a Bramante, ed esperto nel formare lavori
di plastica per glovarsene al chiaroscuro. Di lui non
rimase opera certa fino a' giorni nostri. Lo studiare
il severo contorno del Mantegna, e l'addestrarsi come
il padre a' modelli, furono le prime occupazioni di
Luca. Condotto poi da Giovanni in pálazzo Doria, si
diede a copiar Perino, ma vagheggiandone lo stile
più risentito; onde contrasse abitudine a quella maniera -
gigantesca ed affettata che costituisce la sua prima -
maniera. Punto da' rimbrotti del padre e da' consigli -
di Galeazzo Alessi, studiò a temperarsi sui più
nobili esempi della scuola romana, e con più esatta
osservazione del vero, e dal tempo in cui parve cambiato -
si deduce il secondo suo stile tutto grazia ed
espressione che suolsi limitare a un dodicennio. Gli
servi anche di génerosa emulazione e di non poco
vantaggio l'amicizia di G. B. Castello da Bergamo;