Volltext : Guida artistica per la città di genova (1)

XXXI
suo  nome  in  Monaco  e  in  Napoli,  ove  die’  saggi  di
una  perizia  che  sembra  emulare  il  maestro.  Lasciò  il
primogenito  ben  quattro  figli,  Marcantonio,  Aurelio,
Benedétto  e  Fclice  che  attesero  alla  pittura  peggiorando -
  lo  stile  del  padre  e  dell’  avo,  e  nondimeno  ebbero -
  occasioni  non  poche,  vivente  un  Cambiaso,  viventi -
  i  Semini,  il  Tavarone  e  il  Gastello,  cosa  strana,
ma  confermata  da  molti  palazzi  che  ridondano  delle
loro  sciocchezze  pittoriche.
Come  l'onore  de'  Calvi  scemò  c  s'  estinse  ne'  figli,
cosi  crebbe  in  quelli  d’Antonio  Semino,  che  furono
Andrea  ed  Ottavio.  La  predilezione  che  avea  Antonio
alla  scuola  romana  lo  consigliò  ad  inviarli  in  quella
capitale  perchè  si  erudissero  agli  esempi  di  Raffaello. -
  A  questo  studio  eglino  aggiunsero  l’  altro  non
meno  proficuo  di  ritrarre  le  antiche  sculture  e  specialmente -
  i  bassirilievi  della  colonna  traiana,  talchè
ritornarono  in  patria  ricchi  d’  un  gusto  che  unisce
alle  grazie  moderne  un  sapore  d’  antica  dignità.  Ebbero -
  fortuna  pari  al  merito,  poichè  molti  maggiorenti
li  chiamarono  ben  tosto  ad  ornare  d’affreschi  i  loro
palazzi,  e  in  Milano  fecero  eguali  prove  d’  ingegno.
Quivi  fini  Ottavio  una  vita  tanto  illustre  per  doti  di
pittore  quantó  biasimata  per  vizi  e  seelleraggini;  Andrea -
  mori  in  Genova  e  a  quel  che  pare  innanzi  al
fratello.  Di  quest’  ultimo  restaron  due  figli  per  nome
Cesare  ed  Alessandro,  i  quali  attesero  all’  arte  e
l’esercitarono  in  lega  fraterna  ;  disuguali  però  ne'  lor
quadri,  perchè  non  sempre  vaghi  di  procacciarsi  lode;
nel  complesso  tenuti  per  mediocri  nella  patria  scuola.
Ai  precetti  d’Andrea  crebbero  pure  due  ingegni  di
            
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