Metadaten : Montalbani, Ovidio: Cronoprostasi Felsinea, Overo Le Saturnali Vindicie del Parlar Bolognese, e Lombardo

Aratus  in
Astron.
Natal.  Comes -
  lib.  1.
Mytol.c.10.
Id.  l.  2.  c.1.
Macrobius.
Ap.  Home.
vem  in  Hym.
nis  Sophocles -
  Orphe
in  Argonaut. -

Nat.  Com.
Myt.  lib.  2.
5.1.
Georg.  Ven
Arm.  f.  64.
Equicola
de  nat.  Am
1.1.
Cicero  de
Nat.  D.  l.2.
&  de  finibus -
  l.3.  Hesichius. -

Valer.  f.271.
Pausanias
Strabo  l.  9.
Virgilius.
Plutarc.  in
vita  Demost. -

Grat.  Mach.
nell  Or.  di
Ner.  volga
rizata.
Hasph.  l.  2.
de  Med.  M.
exc.  c.  125.

20
portionate  insieme  .  Gli  Antichi  medemi  ne  i  sagrificij,  che  faceuano -
  a  Gioue,  voleuano  ,  che  la  musica  andasse  di  pari  colla
splendidezza  de  i  lumi  ,  per  additare  quanto  egli  vaglia  nella
sonorità  della  voce  ,  e  nella  espressiua  de  i  concetti  più  oscuri
dell'animo  ,  e  però  gli  Arcadi  lo  dichiararono  per  figlio  dell'Etere, -
  e  del  Giorno,  e  non  di  Saturno,  chsamandolo  Diespitro,  e
Luceio.  In  oltre  Gioue  fù  hauuto  per  Promotore  dell'Agricoltura, -
  come  estirpatore  de  i  spini,  e  de  i  triboli  della  terra,  Ansuro -
  detto
Quæis  Iupiter  Anxurus  Aruis
Præsiaet,  &c.
Forse,  perche  egli  fù  il  primo,  che  insegnò  l'arte  di  mollificare -
  gli  animi  più  duri  ,  e  più  ostinati  colle  preghiere,  detto  per
questo  Milichios,  cioè  placabile  ,  e  mansueto  ,  sino  dalla  culla.
Posciache  le  di  lui  Nodrici  furono  Melissa,  ed  Amaltea,  che
altro  non  suonano  ,  che  soauità  ,  e  fioritezza  di  parlare  ,  scampato -
  all'hora  dalle  fauci  di  Saturno  col  suono  de'  cembali,e  de
tamburi,  egli  deue  hauere  in  custodia  l'armonica  virtù  delle
potenze  dell'Anima;e  ciò  che  da  quella  dipéde,  cioè  il  ben  parlare, -
  ed  il  parlat  dolce,  come  sopra  dicemmo  essere  il  Bolognese; -
  non  errarono  in  questo  i  Lacedemoni  ,  chiamandolo  Epidotis, -
  datore  de  i  beni  più  desiderabili,  e  perfettore  de  i  migliori -
  ;  e  non  fuor  di  proposito  alcuni  altri  de'  Greci  lo  descrissero
noue  notti  glacente  con  mnemosine,  per  additare  la  vigilanza,
e  le  moltiplicate  lucubrationi  de  gli  Studiosi.  Quei  che  lo  chiamarono -
  Saote  ,  ò  Soote,  quasi  Sotir,  cioè  Seruatore,  hebbero -
  intentione  di  publicarlo  per  vindice  de  gli  errori  del  dire.
Feretrio  per  appunto,e  Statore  de  i  Latini,  per  conseruare  illeso
l'esercito  delle  voci  militanti  per  la  maestà  del  sapere  contro
l'incorso  de  i  Barbarismi  nemici,  amicissimo  de  gli  amici  del
più  proprio  parlare.  Amicale,  &  Filios  nominato  da  i  Greci  medesimi, -
  per  cui  le  leggi  della  vera  hospitalità  sono  osseruabili,  e
care:  Iupiter,  hospitibus  nam  te  dare  iura  loquuntur,  &c.  delle
quali  la  nostra  Città  si  è  sempre  mostrata  molto  zelante  ,  come
fino  dalle  parole  dell'istesso  Nerone  si  caua  volgarizate  in  queſta -
  guisa:  In  vna  Città  antichissima.  in  vna  Coloniafiaelissima
di  savi,  e  valenti  huomini  piena,  e  di  prodi  nell  armi,  e  di  gentili
natural  mente,  e  ne  gli  alherghi  de  gli  hesti,  ò  ne  gli  honori  de  forestieri -
  diliberali  ,  e  cortesi  .  Gioue  in  somma  dell'habito  di  corpo
sanguigno  moderato,  e  del  colore  di  carne  florido,  e  viuace,
come  anche  de  gli  affetti  allegri,  modesti,  liberali,  benigni,  animo¬ -

            
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