GIORNATA
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gno del vederla rapire, in un popolo costretto
allora a mordersi le labbra e tacere .
Dopo il memorabil dono di Mons. Giberti,
prendo a notare il dono fatto a questa chiesa
da un altro Commendatore , cioè la cantoria fatta
scolpire dal Card. Lorenzo Fieschi, che nel 1494
ebbe in benefizio l’abbazia di santo Stefano da
Pp. Alessandro VI. Vedesi attualmente al dissopra -
della porta maggiore; ma stette da principio -
nella tribuna dietro l’altar maggiore ; le
iscrizioni ch’ io riporto più sotto segneranno la
data della traslocazione. Nè da principio ebbe
estensione uguale alla presente ; ma fu limitata
a’ quattro spazii ne’ quali campeggiano figure diverse -
di suonatori, altre sacre, altre profane,
o stranamente equivoche nel loro significato. Più
gravi e più evidenti errori, che non del quadro -
suddetto, si sparsero in riguardo di queste
L’Editore della Galleria Universale che stampavasi recentemente -
in Milano, cosi favella in proposito di questo
quadro — Posto dapprima in Genova sull’ altar maggiore
della chiesa de' Frati di Monte Oliveto, fu poi regalato da
questa ciltà al Governo Francese ; ripreso nel 1814 ora trovasi -
nel Museo di Torino, ove ritrae l'ammirazione degli
amatori. Non è picciol fatto lo spacciar tre bugie in tre
linee di scritto. Ma forse l’illustratore della Galleria Universale -
non sapeva distinguere le donazioni dalle rapine,
il 1815 dal 1814, e il Museo di Torino dalla chiesa di
santo Stefano in Genova.