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GIORNATA
sero memorie del S. Michele, la maggior parte
ne tacquero, e i pochi ne parlarono con cieca
ignoranza. Videro nella figura femminile l’imagine -
di Nostra Donna, videro figure d’ angioli
ne’ genii alati, videro finalmente nel complesso
del bassorilievo i caratteri della nascente scultura -
italiana, e lo attribuirono con tutta franchezza -
al xv secolo. Una testa d’ angiolo postavi
sopra isolatamente confermava nel loro giudizio -
la ściocca opinione; e non s’ accorsero che
questa è cosa moderna aggiuntavi da coloro i
quali nel 1622 ristorarono la porta, fornendola
di nuovo architrave, su cui fecero scolpire (e
questo giovi al nostro proposito) la figura di
S. Michele Arcangelo.
Ma in buona sostanza il bassorilievo di cui
ragioniamo non è altro che un sarcofago, destinato -
a rinchiuder le ceneri di qualche matrona, -
ed appartenente, non alle prim’ epoche della
scultura italiana, sibbene alle ultime della decadenza -
latina. Molti di questi sarcofaghi abbiam
veduti sulle fronti del Duomo, quale più antico, -
qual meno, quale più vicino, qual più lontano -
nella esecuzione a’ bei tempi della romana
scultura; e parecchi ancóra rimangono a vedersi
nel progresso della nostra perlustrazione. Chiunque -
ha, non dico analizzati, ma osservati gli
antichi sarcofaghi, non può ignorare, che la