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PRIMA
palazzo, sembrò cosa indegna ch’ ella difettasse
d’ una raccolta di genovesi pitture, onde avesse
lo straniero un’ idea, se non compiuta, non
oscura almeno della nostra scuola. E però, parte
a spese dello Stabilimento, parte di generosi
patrizi formossi di corto una scelta galleria, della
quale è pregio singolare, che le tele esposte
sien per la maggior parte tra le migliori dell'artista -
di cui portano il nome. Eccone il catalogo: -
La pesca di S. Pietro, graziosissima tavolina
d'Ottavio Semino — La visione di Santa Caterina -
da Genova di Carlo Gius. Ratti, progetto
della tavola ch’esegui per la chiesa del Conservatorio -
Fieschi — S. Placido che risuscita un
muratore caduto dall' alto di Domenico Fiasella
Riguardo a questo stupendo quadro io serbo il nome
del Fiasella che gli fu apposto. Ma non lascerò di osservare -
ch’esso ha tutti i caratteri dello stile di Gio. Andrea
Defferrari, e che gli intelligenti assai difficilmente s’accorderebbero -
a crederlo di quel primo pittore, non ostante
l’autorità del Soprani e del Ratti che ne fanno menzione
come di opera del Fiasella. Noi accenniamo questo in via
di dubbio; i dotti osservatori faran lor confronto colle altre
opere che d’ambo i pittori si veggono in questa collezione.
E duopo confessare che lo stile di essi talvolta si somiglia
per modo da confondere il giudizio de meno esperti; ma
parmi che il Defferrari si distingua specialmente per certo
maestrevol tocco nelle estremità, e per certa trasparenza