PRIMA
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allogare un monumento si prezioso alla nostra
storia, dandomi il mezzo di stabilirne comechessia -
la collocazione, prima che la presente
Guida si consegni al pubblico . Al che gioverammi -
un breve appendice.
Questa tavola fu trascritta e pubblicata da molti eruditi
con più o meno esattezza. La più antica lezione è quella
che trovasi negli opuscoli del Bracelli stampati in Parigi
nel 1520, ed attribuita ad Antonio figlio di lui o a Monsignor -
Giustiniani editore di quel libro. Quest’ ultimo la riprodusse -
poi negli Annali, e vi fece alcuni commenti che
però laścian desiderare più critica. Ma in progresso di tempo
la tavola fu conosciuta oltremonte; il Fabrizio in Germania
il Brissonio in Francia, l’Ortelio in Fiandra, lo Stunica
in Ispagna se ne fecero divulgatori. La pubblicò anche
Giusto Lipsio, e indi a poeo il Grutere che l’ebbe dal
Verdier e dal Pinelli, e la cui lezione mi pare delle più
esatte. Fra i moderni potrebbonsi noverare l’ Avv. Terrassou -
e il Conte Carli. — Non sarà discaro il sapere che
Cosimo I. duca di Toscana ne chiese ed ebhe una copia
dello stesso metallo, forma, e caratteri. — Queste notizie
io prendo dal March. Girolamo Serra , che dettò un discorso
intorno alla tavola di Polcevera con quella erudizione che
era propria di lui. — V. Memorie dell' Accademia Imperiale
di Genova, Vol. 2.
Malgrado gli stretti limiti che mi vengono prefissi, avrei
nota di negligente s’io non riportassi intero il testo della
tavola riscontrato sull' originale, giacchè anche al dotto si
rende di malagevole e tarda lettura. Non ne darò la traduzione, -
perché ove alcuno di coloro che pongono amore
a queste memorie ne abbisognasse, può trovarla nel Giustiniani -
al Libro I. degli Annali genovesi.