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PRIMA
vasi quell’ antichissimo di lavoro moresco, preso -
da genovesi entro la maggiore moschea di
Almeria , dopo la vittoria colà ottenuta sugli
arabi. Ma gran parte di questi doni non sono
omai che una memoria, poichè in un sol giorno
la rapace avarizia di stranieri conquistatori tolse
alla cappella quanto v’avea cumulato la cittadina
e la principesca pietà.
Segue la cappella dedicata all' Annunziazione
di Maria ; il qual mistero è rappresentato nella
tavola dell' altare, ch' è una delle più graziose e
studiate che uscissero dal pennello di Giambattista -
Paggi. Modernamente vi operarono Giuseppe -
Paganelli, e Rosa Bacigalupi; il primo sigurò -
a fresco nella vôlta il Presepio, l’ altra ad
olio le figure di virtù che vedonsi in giro alla
cappella. Le pareti laterali hanno due tavole:
quella a sinistra con S. Vincenzo Ferreri che
torna a vita un bambino è bella opera di Domenico -
Fiasella esistente già, se non erro, nella
distrutta chiesa di S. Domenico; il martirio di
Santa Caterina, a destra, è mediocre lavoro de’
fratelli Cesare ed Alessandro Semini, e stette
fino a’ nostri giorni all’ altare che vedemmo dedicato -
al B. Jacopo da Varagine.
La cappella che succede, è intitolata a San
Giorgio, dal nome forse del suo fondatore che
fu Giorgio Fieschi prima vescovo d’Albenga, poi