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PRIMA
a’ miei lettori s’io noverassi le infinite e diverse
congetture di molti istorici, bramosi o per fanatismo -
o per vanità, di fantasticare sull'uso
e l’origine primitiva di questo catino *. Nondimeno, -
malgrado la moltitudine delle opposte sentenze, -
non fu mai chi dubitasse del suo intrinseco -
prezzo: onde si smisurata gemma parve tal
meraviglia agli uomini più dotti che un nostro
pio e generoso istorico non si astenne dallo scrivere -
che il catino di smeraldo potea certo valere
cando chi scrisse, essere stato preso nel bottino d’Almeria, -
o nella disfatta di Tortosa. Il Vescovo di Tiro che scrisse
in istoria la presa di Cesarea, lo attribui agli oggetti tolti
da quell’antica e famosa città, e primo a propagare tale
opinione fu tra i genovesi Jacopo Bracelli nel breve elogio
di Guglielmo Embriaco: Ille vasculum smaragdinum, quod
nunc in divi Laurentii sacrario magna veneratione servamus
omnibus spoliis anteposuit, nobilisque victoriae monumentum
Genuam pertulit. Mons Giustiniani si tenne a questo avviso,
e mostrando grossi anacronismi negli scritti contrarj, rese
pressochè generale siffatta credenza.
V. M. Nicolò Porta — Translatio reliquiarum divi
Joannis Baptistae MS.— Odoardo Ganduzio — Della converzione -
de' gentili, e particolarmente de’ genovesi predetta
da Isaia profeta : Genova per il Pavoni, 1614. — Oberto
Foglietta — Storie genovesi L. 1. — Mons. Giustiniani-Annali -
di Genova L. 1. A tutti posteriore, e più fanatico
di tutti fa il P. fra Gaetano da S.* Teresa il quale compiló -
di tal materia un volume di 330 pagine. — Genova
per il Franchelli — 1726. — Gli scrittori stranieri che
variamente ne ragionarono sono innumerabili.