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PRIMA
Le altre statue son opere di scultori lombardi,
de’ quali s’ignora il nome ; ma queste si direbbero -
posteriori al S. Giovanni, e per merito di
arte non ne sostengono il paragone. Ad ogni nicchia -
è sovrapposto un bassorilievo con un fatto
della vita del Santo.
Le tarsie del coro sono riguardevoli per buon
disegno ed ingegnosa esecuzione, e per esser le
prime che in Genova si lavorassero. La lor epoca
è del 1346 o in quel torno, e l’autore Gio.
Francesco Zabello da Bergamo, il quale lasciò
scritto il suo nome in fondo alla strage degli
innocenti, intarsiata a tergo della sedia arcivescovile -
già commessa al Bandinelli e toltagli per indiscreta tardanza.
Questa e il S. Giovanni di cui parliamo finite appena, tornò
in Napoli ad ultimare il sepolcro del Sannazaro; ma subito
richiamato, esegui tra noi le altre sculture, che troveremo
nel corso della nostra rivista
Savona, prima che Genova, s’abbelli di questo genere
di pittara; poichè nel 1500 vi furon chiamati tre artefici
ad intarsiare gli stalli del Duomo, maestro Anselmo Defornari, -
e due di Rocca, Andrea ed Elia, quegli da Tortona, -
costoro da Pavia. — Quest’ arte ebbe i principii in
Toscana, la perfezione in Venezia, e lunga successione di
artisti in Bergamo d’onde venne in Genova il Zabello. Intorno -
ad essa è da leggersi il Lanzi (Storia pittorica-Scuola -
Veneta — Epoca prima ). Chi bramasse più diffuse
nozioni sull’autore delle nostre tarsie, che più non ci avverrà -
ricordare, svolga le vite de’pittori, scultori ed architetti -
bergamaschi del Conte Francesco Maria Tassi.