Volltext : Guida artistica per la città di genova (1)

XCII
PROGRESSIVE  AMPLIAZIONI  DELLA  CITTA
Usarono  i  primi  abitatori  di  città  rinchiudersi  entro
angusti  cerchi  di  mura,  come  sappiamo  aver  fatto  Napoli -
  e  Roma  stessa,  principali  metropoli  d’Italia,  sebbene -
  fosser  cinte  all’  intorno  di  vasti  borghi.  Tal  costume -
  si  credea  necessarjo  alla  civil  sicurezza,  nè
dobbiamo  meravigliare  che  Genoya  il  seguisse,  tuttochè -
  a’  tempi  d’  Ottaviano  Augusto  (testimonio  Strabone) -
  fosse  già  emporio  nobilissimo  della  provincia
e  scala  per  dove  gli  albinganesi,  i  ventimigliesi,  e  gli
altri  popoli  della  Liguria  mandavano  le  loro  merci  agli
italiani  oltre  Apennino,  o  per  mezzo  del  traffico  marittimo -
  le  ricambiavano  a  lontane  nazioni.
Il  più  antico  recinto  delle  sue  mura,  per  quel  che
si  raccoglie  da  vecchie  memorie,  chiudeva  il  colle  di
Castello  colle  falde  di  Macagnana  e  di  Sarzano.  Cominciava -
  la  cinta  dalla  chiesa  de’  SS.  Nazaro  e  Celso,
or  N.  D.  delle  Grazie,  e  rasentando  la  piazza  del  Molo
ove  faceasi  mercato  delle  erbe,  inoltrava  sotto  S.  Damiano, -
  e  procedea  per  la  piazza  di  S.  Giorgio  ove
erano  i  banchi  de’  mercanti  ed  una  porta  che  riusciva
in  Canneto.  Quinci  piegava  ad  oriente,  e  per  la  strada
di  Chiavica  (ch’  è  quanto  a  dir  fosso  della  città)  giungeva -
  a  S.  Donato,  lasciando  un'  apertura  di  fronte  al
            
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