Libro Terzo.
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Pietrasanta Gentil' vomo Milanese per l'anno imminente. Pretendeua -
Ceſare, che foſſe inualida l'elezione, per eſſere allora la
Città di Milano in disconcio con l'Imperio; e in oltre perche
alle spade Tedeſche altro non mancò mai, che il pomo d'oro,
per esser' inuitte, richiedeua per diece anni tributo da tutti que
Genouesi, che dimorauano in Oriente; coonestando la richiesta
co' bisogni della Criſtianità di Terra Santa. Si fece incontra
vigoroſamente Giouanni Spinola con gli Ambaſciatori ſuoi Colleghi -
all' vna, & all'altra dimanda. Oppose alla prima la libertà -
della Patria, che independente da qualunque souranità poteua
regolare à beneplacito i registri del suo gouerno. In ordine alla -
ſeconda moſtrò le continue speſe, che profuſamente faceua la
Repubblica per mantenère l'Armate, che purgauano i nostri
Mari da' Legni Moreſchi, e difendeuano da'Saracini le Riuiere
della Soria. Ma cantauansi a' Sordi queste ragioni : perche
Ceſare che si riputaua Signore di tutta Italia non intendeua
linguaggio di libertà: anzi fieramente irritato da cotali ripulse
non molto dapoi ſequeſtrò in Sicilia, & in Paleſtina tutto ciò
che apparteneuaſi a' Genoueſi. Procurò in oltre, che il medesimo -
ſi eſeguiſse nel Regno di Tunisi, e douunque col braccio
dell'autorità, ò del Dominio poteua estendersi, con ogni maniera -
più acerba preſe à perseguitarli. Ma il nuouo Podestà
ſoſtenuto in onta di Ceſare, e Tomaſo Spinola ſuo Consigliere
intrepidamente sostennero in Genoua ciò che Giouanni Spinola -
haueua riſpoſto à Federico nell'Ambaſceria di Rauenna: e fù
la coſtanza loro cosi felice, che indi à poco intimorito l'Imperatore -
dalla rôtta dell' Esercito suo in Palestina cedè al tempo
quello che alla ragione doueua : e riuocando gli Ordini pregiudiciali -
alla Repubblica antepoſe la certa vtilità di hauerla
libera, & amica, alle vane speranze di farsela Tributaria.
Cosi acquietossi Federico in Europa: ma nuoue cagioni di
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turbolenze risorgeuano dalla parte dell'Africa, e nuouo esercizio -
di valor Militare alla virtù di Lanfranco Spinola Console
dell'anno mille ducento trentaquattro nella celebre spedizione
per l'impreſa di Setta. Giaceua questa Città sù la riua del Mare -
appunto in quello stretto, doue nell'angustie del Mediterraneo -
viene ad imprigionarsi l'Oceano; e apparteneuasi alla
Mauritania, che gli Antichi dissero Tingitana. Il suo Porto
era in que' tempi frequentatissi mo per la copia, e varietà delle
Merci, e per li traffici di tutte le Nazioni d'Africa, e d’Europa, -
che quasi à Mercato vniuersale vi concorreuano. Hor' alcuni -
Popoli di Biſcaglia, che diceuansi Calcurini, spoſando alla
Pietà l'intereſse, tolto il segno della Croce, furono d'improuiso -