QUADRI DI STORIA
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Asceso Leone X. al soglio pontificio, ed
ascritto Giovanni fra’ duci delle sue milizie,
combattè valorosamente nella guerra che quegli -
ebbe contro Francesco Maria della Rovere -
, e liberò la Marca dai tiranni che l'opprimevano: -
e allor quando esso Pontefice uni
le sue alle armi di Carlo V. contro Francesco -
I. onde torgli il Ducato di Milano e renderlo -
al suo signore Francesco Sforza, e insieme -
per ricuperare alla Chiesa Parma e
Piacenza; il felice esito di questa guerra tutto
ripeter si dee dall’ardire del prode Giovanni.
Imperocchè vicini i suoi , che azzuffati si
erano co’Francesi, ad esser da loro messi in
rotta , passò egli coraggiosamente l'Adda seguito -
da molti, cui incoraggiò tanto esempio;
e cacciatosi ove più ardeva la pugna, cosi affidò -
i perdenti, che essi acquistato nuovo
vigore, respinsero i nemici in Milano, i quali
furono poi costretti ad uscirne.
Allorchè le cose si cangiarono per la morte
di Leone, non si chiuse all'illustre capitano
l'adito a nuove glorie. Richiamato su egli in patria -
per cacciare Francesco Maria della Rovere -
che, ricuperato Urbino, volgeasi ostilmente, -
onde vendicarsi dei Medici, contro Firenze. -
Come noto fu al Duca, che Giovanni