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e santi coſtumi, avea già disposto ch’ egli esser dovesse ¬
il pastore del popol suo: laonde vacata che
fu l'Arcipretura, a sè chiamollo, e chiaramente
apersegli l'animo suo, che era di spedir tosto a
Papa Gregorio XIII. un messaggiero, pregandolo
a degnarsi di approvare ogni suo divisamento.
Questi, che non era alieno dal porsi nella carrie
ra ecclesiastica, rendette grazie al Gonzaga di tanta ¬
amorevolezza, e ad ogni suo piacere volentie
ri si offerse: quindi mentre il Principe fece sten
dere le istruzioni da consegnarsi al suo Auditore
Gianjacopo Lugo destinato a partire per Roma,
Bernardino ſcriſse di suo pugno la minuta della
lettera, che il Principe volea scrivere al Papa, e
fu tale:
Beatissimo Padre.
E piaciuto a la Maestà di Dio di chiamare a
se questa notte Monsignor Peveraro Arciprete della
Chiesa di questa mia Terra: perciò mando a Vostra ¬
Santità questo mio Gentilhuomo per supplicarla -
humilissimamente della gratia, che per ogni
convenevolezza sono forzato a desiderare dalla somma -
clemenza & benignità sua, importando quanto
sa alla quiete & benefizio di questo mio Popolo.
Supplico con ogni summissione & riverenza Vostra
Santità, che degni d'ascoltare il suddetto mio, &
havere riguardo infieme a quello che seco le dirà
il Signor Cardinale mio Zio, che non dubbito di
non dover restare compitamente gratiato da Vostra
Beatitudine con perpetuo obbligo mio, & di tutta -
la mia Casa: & a Vostra Santità bacio humilissimamente ¬
li santissimi piedi, con pregarle da