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dire il vago delle Muse, dove trovai il Sig. Curzio -
Gonzaga, il Sig. Muzio Manfredi, ed altri ancora, -
ma quello che importa più, la bellissima Signora -
Contessa di Sala, con un drappello di gentilissime -
Dame: & quivi il Sig. Don Ferrando, che
altre volte haveva udito a Ferrara una parte di
quella favola, volle di nuovo udir la medesima in
presenza di quella nobilissima compagnia. Et se ne
fecero, e se ne dissero tante le maraviglie, & particolarmente -
il Sig. Curzio, che non l'haveva sentita -
più, che se si prestasse lor fede, non si sarebbe -
veduta cosa un pezzo fa la più bella (a). Che
tra gli ascoltatori di questa bellissima Poesia fosse ¬
pure il Baldi e certissimo, perchè stampata
che poi fu, celebrolla egli di nuovo, come avea
fatto prima, ſcrivendo al Guarini cosi: Il vestigio, ¬
che mi restò nell' animo della bellezza del Pastor -
fido di V. S. in fin da quel tempo ch' ella
con tanto applauso, presente me, il lesse in Guastalla -
al Signor Don Ferrando, ed alla Signora
Contessa di Sala, ha conservato sempre in me un
desiderio intensissimo di rivederlo, e rileggerlo (b).
Alle quali espressioni cosi il Guarini rispose: Gran
ventura fu veramente quella del Pastor fido, che
havesse al suo nascimento si nobile allevatrice, come -
fu la presenza di Vostra Signoria, e si cortese
balia, come la sua lingua: mercè delle quali è poi
uscito, e cresciuto felice parto in gratia del mondo. ¬
E però non è maraviglia se leggendolo ella l'e
piaciuto, perciocchè si può dire sua creatura (c).
(a) Lettere del Guarino quarta edizione pag. 62.
(b) Ivi pag. 116.
(c) Ivi pag. 117.