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gio, e gnomone, e m'è piaciuto veder che l'obelisco
possi essere di quindici braccia, e che l'area sia
capace dell ombra sino all ore 23., e potrà in
caso che non vadi a Genova col Sig. Don Ferrante
impetrar da S. Ecc. che possa trasferirsi qui quando ¬
lo manderò a chiamare, che per questo aspetterò -
tempo opportuno di sciutto, e chiaro, affine
che si abbia sole, e la terra manco bagnata da
poter compassarla a nostro piacere. Nè me occorrendo -
altro me li raccomando, & offero. Da Sabbioneta ¬
22. di Marzo 1583.
Al suo comando
Vespasiano Conzaga.
Siamo ancor certi che tra l'Aprile, e l' Ottobre
ſcriſſe il ſuo lungo Dialogo della Cortesia, e
dopo si accinſe a comporre la sua misteriosa Peregrinazione: ¬
tra le quali occupazioni era in
Guastalla, quando il Principe vi condusse Barbara ¬
Sanſeverina Conteſſa di Sala, acciò foſſe a
parte della nobilissima e notissima Tragicommedia
del Pastor fido, che Giambatista Guarini non iſdegnò ¬
ſottoporre al giudizio purgatiſſimo di Don
Ferrante, e de' suoi dotti cortigiani, tra' quali
era Muzio Manfredi intendentissimo dell' arte drammatica. ¬
Ivi convenne eziandio il celebre Poeta
Curzio Gonzaga, ed altri nobili ingegni ad ascoltar ¬
quell'Opera, che non era pur anche stampata. ¬
Il Guarini ſteſſo dopo la ſua partenza da
Guaſtalla ſcriſſe di queſto fatto a Franceſco Vialardi ¬
il giorno 22. di Luglio, dicendo: Nel ritorno ¬
mio di Milano fui raccolto dal Sig. Don
Ferrando Gonzaga a Guastalla, che certo si può