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Mentre il Gonzaga negli ſtudj della Sfera,
dell' Aſtronomia, e di altre parti della Matematica ¬
dietro la ſcorta del Baldi si ésercitava, inteſe ¬
che l'Imperadrice passando d'Italia era per
imbarcarsi a Genova, ond'essere sulle Galere del
Re Cattolico dal Principe Doria tragittata nelle
Spagne. Invogliatosi quindi di seguirla si allesti à
partir di Guaſtalla nel meſe di Ottobre, come
altrove ho dimoſtrato (a); ed invitòo ſeco i suoi
più intimi Cortigiani. Ancor io, scrive il Baldi,
me n andai seco (non ostante che fossi da una
nojosa quartana impedito ) con animo, quando il
male me lo avesse conceduto, di servirlo in quello
da. me molto desiderato viaggio. Ma o fosse la
mia disgratia, o pure, come tengo per fermo, la
bontà di Dio, che non volle, ch io lusingaio da
un apparente piacere mi ponessi ad un quasi certo
pericolo della vita, la febbre non mi lascio mai.
Il dispiacer fu comune a Don Ferrante, ed al
Baldi, perchè loro ſepararsi convenne. Ma Don
Ferrante imbarcandosi coll' Imperadrice, diede il
permesso a questo suo fedel Cortigiano di potersi
trattenere, durante la ſua aſſenza, o in Milano,
o in Cremona, o in Mantova, o pure in Guastalla ¬
(b); elſcrisse il giorno 20. di detto mese a
Giulio Aliprandi, che oltre i dieci scudi del suo
stipendio, gliene dovesse pagare altri cinque ogni
meſe (c). Bernardino eleſſse di ſtabilirſi in Milano;
onde veduto che ebbe con prospero vento partire ¬
il suo benefico Signore, cosi infermo com
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(a) Vita di Bernardino Marliani pag. 25.
(b) Baldi nel Dialogo della Cortesia intitolato il Goselino.
(c) Ne' Registri delle Lett. di D. Ferr.