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gio, & che sta in forse. A noi di qua pare che
alla intentione data a S. E. come a primo motore
di questa pratica dovrebbe anche di ragione seguire -
l'effetto conforme, se ben questo Signore non
intende di violentar punto l'animo di V. S. nè
quella determinatione ch' a lei fosse per parere o
per tornare in effetto più utile & piu comoda. Io
però non ho potuto contenermi di non scriverle in
questa materia, non già per darle consiglio, o per
disuaderla da qualunche altro appoggio, ma solamente -
per dirle che S. E. la quale è inchinatissima ¬
alle lettere, & principalmente alle Matematiche, -
& che ha ingegno acuto, curiosità di sapere,
gusto del buono, & grandissimo diletto nell' apprendere -
cose nuove, sente non mediocre dispiacere, -
s' ella essendosi destinata ad altri, le ha tolto
il poter haver alcuno di coloro, che già licentiati
dal sudetto Signor Cardinale sotto pretesto d'haver
lei, hanno trovato subito altro partito. Et se bene
S. E. prende piacere per sua natura dell' altrui
soddisfatione, nientedimeno stima convenevole, che
il bisogno che ha al presente di persona letterata, &
della qualità di V. S. & l'haver prevenuto ogni
altro a ricercarla, debba aver tanta forza con esso
lei, che la certezza già impressa in S. E. della
sua servitù, non sia per venirle meno, & che percangiamento -
della volontà di V. S. non si rimanga -
in necessità di non potervi riparare senza qualche ¬
disgusto. Già S. E. ha l'animo tutto rivolto
alla persona di lei. Questo è Padrone degno di
V. S. altrettanto, quanto ella è degno istrumento
de i virtuosi & heroici pensieri d’esso Signore. Il
partito, & le sue conditioni non sono minori, ma