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ca, siccome dai versi, che sono in fine di esso, ¬
rilevasi:
Quest è quanto ne scrissi, e insième accolsi
Mentre a pena vestito anco la guancia
De' primi fior là sovra il patrio fiume
Ne l'odio de le Muse i di trahea (a).
Giunto era tra queſti amenissimi ſtudj alla florida ¬
età di ventisei anni, quando se gli offerse
una bella occasione di onoratissima servitù. Don
Ferrante Gonzaga II. Principe di Molfetta, e
Signore di Guaſtalla, giovane virtuosissimo, desiderava ¬
un Maestro, che delle Matematiche scienze ¬
lo rendesse iſtrutto, e già si era caldamente ¬
raccomandato à San Carlo Borromeo suo
Zio materno perchè uno gliene trovasse.
Uſci
questa voce ben presto; onde Curzio Ardizio ¬
letterato Peſareſe, che ſtava allora alla
Corte di Mantova, ed altre volte era stato
pregato dal Baldi a ritrovargli qualche decorosa
collocazione, non mancò di farne motto prontamente ¬
a Bernardino Marliani Segretario di Don
Ferrante, dandogli tal informazione del Baldi,
che al Gonzaga fatta palese destò in lui desiderio ¬
vivissimo di averlo presso di sè; onde fece
sapere a San Carlo, che più non s’impegnasse
con verun altro, volendo che Bernardino assicurato ¬
fosse del posto. Colui pertanto, che S.
Carlo avea fatto ricercare per mezzo di Giannangelo ¬
Papio, rimaſe in libertà, e andoſſene a
ſervir altri in Venezia (6). Ma ſiccome avvenir
(a) Baldi Versi , e Prose pag. 114
(b) Lett. orig. del Papio a D. Ferr. Bologna 24. Nov. 1579.