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Sovviemmi allor si come tu cortese
De gli arabici sensi il ver m' apristi,
E come dolcemente anche seguisti
Il mio desir che a varie lingue intese.
Ciò non oſtante meglio esaminata la faccenda mi
è ſtato forza il concedere al Mazzuchelli, che
il Baldi non vedeſſe mai Roma prima del 1586.
e che per conseguenza lo studio dell’ araba lingua ¬
fatto da lui sia da fissarsi molto più tardi di
quel che non sembra; anzi nemmeno all'anno
1586., ma solo dopo il 1596. stabilir si deve l'
unione tra esso ed il Raimondi, come a suo luogo ¬
dirò: e allora solamente ebbe tanto agio d'im
parare da esso un si arduo idioma. Però riguardo ¬
all' ordine ch’ ei tenne d'istruirsi nelle lingue
non si deve punto aver in conto il novero ch'
ei ne fa nell'accennata Poesia, ove prima l'ara
ba, indi l'ebrea, la caldea, la greca, la tedeſca, ¬
l'illirica, e la francese rammenta; mentre egli ¬
è certo che la greca la studiò fin da fanciullo
alla scuola del Turoneo, che alla tedesca, e
francese diede opera in Padova, che fatto poi
Sacerdote, diedesi, come vedremo, all’ ebraica,
e alla caldea, e che finalmente avanzato in età
ſtudiò l'arabica, la persiana, e la ſchiavona.
E qui parmi bene di aggiugnere quanto in
questo proposito scrisse poi il suo amico Sebastiano ¬
Maccio, cioè che Bernardino non si contentava ¬
nell' affar delle lingue di una semplice tintura, ¬
ma che vi poneva tanta e tal diligenza sino ¬
ad esserne perfetto possessore, ed abilissimo a
scriverle, e parlarle: Excellit nihilominus hoc uno -
non sine gloria nostrae Italiae Bernardinus Bal¬