Volltext : Affò, Ireneo: Vita di Monsignore Bernardino Baldi da Urbino

23.
ma  nell'  impararle,  non  depose  questo  suo  genio,
ed  applicossi  anche  alle  piu  astruse;  ond'  ebbe  a
cantar  poi:
Perchè  si  non  desia  Cervo  nè  Damma
Il  fresco  e  vivo  umor  d'  un  chiaro  fonte,
Nè  si  porge  le  labbra  al  sugger  pronte
Fanciul  digiun  ver  la  materna  mamma,
Com  io  bramai  di  peregrini  accenti
Ammollir  l'aspro,  e  rischiarar  l'  oscuro,
E  per  prova  sepp  io  che  nulla  è  duro,
E  nulla  invitto  a  l'ostinate  menti.
Quinci  appresi  le  note,  onde  Babelle
Alti  misteri,  e  gran  concetti  serra,
Babelle  che  col  piè  pressa  la  terra
S'  alzò  col  capo  a  le  sublimi  stelle.
ib
Sovra  le  sacre  carte  indi  sudai
.
Che  il  saggio  scrisse,  onde  ancor  teme  Egitto;
Quinci  dal  bel  Giordan  feci  tragitto
A  greci  fiumi,  e  il  dolce  lor  gustai.
Seppi  come  i  pensieri  apra  e  distingua
De  gli  horridi  German  l'horrido  stuolo
E  quella  intesi,  che  dall'  Adria  al  Polo
Distende  i  rami  spaziosa  lingua.
Piacquemi  udir  come  i  vezzosi  amori
Non  meno  a  Marte  che  a  Ciprigna  intesi
Facciano  risonar  gli  Eroi  Francesi
Di  palme  degni,  e  d'immortali  allori  (a).
Ecco  ricordate  le  lingue  ebrea,  caldea,  greca,  tedesca, ¬
  illirica,  e  francese,  parte  delle  quali  senz
alcun  dubbio  prese  a  gustare  fino  da  questa  età;
conciossiachè  egli  narra  che  sentendo  allora  Ste(a) ¬
  Concetti  Morali.
            
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