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esercitare la sua poetica vena, che da veemenza
di passione, che in esse dimostri. E tale esser la
cosa apparirà con evidenza maggiore a chi rifletterà ¬
aver egli cantato ancora d'amore con Rime ¬
secondo l'uso de' Siciliani antichi, cioè a dire ¬
con tal linguaggio da non poter mai allettare
una persona amata, per essere pieno di parole e
formole antiquate, non per altro scelte, che per
genio di far prova di imitare que' vecchi padri
della Poesia Italiana.
Or per tornare agli studj ch’egli faceva in
Padova, aſcoltiamo cio ch' egli dica di sè: io ardendo ¬
di desiderio di sapere alla ingegnosa facoltà -
della Logica m'appigliai, nella quale non passarono -
molti mesi, che non intermettendo la diligenza, -
feci non poco profitto, e maggiore certo
non solo nella Logica, ma nella Filosofia stessa forse ¬
fatto l'avrei, se il terzo anno dello studio non
mi fosse stato vietato di ritornarvi dalla crudelissima ¬
peste, che cosi quella Città, come tutte le
altre di Lombardia gravemente afflisse (a). Dunque -
correndo il terzo anno delle sue studiose applicazioni, ¬
cioè entro il 1575. venuto ad Urbino
vi si fermò. Il Crescimbeni stabilisce un tale ritorno ¬
nel 1576., e dello stesso parere si mostra
il Mazzuchelli, sul riflesso forse che gli Storici parlano ¬
sotto quell'anno della peste di Padova. Ma
siamo troppo certi, che l'influenza incominciò
nella State dell'anno precedente, siccome scrivono ¬
il Morosino (b), e il Muratori (c); confer(a) ¬
Il Genio.
(b) Histor. Ven. ad ann. 1576.
(c) Annali al 1576.