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zione, e della cautela grandissima, onde passavano ¬
tali amori. Egli in più luoghi dimoſtra che
dovendo in pubblico apparire, conveniva si a lui
che alla Donna sua nascondere le sue fiamme:
egli ci paleſa una volta che Laura volendo salutar ¬
lui, ſi rivolse ad un altro, ma in tal maniera,
che il ſaluto pareva ben diretto ad altri, ma a
lui veniva :
Toſto a lei m inchinai per l'aria scura:
Fins ella altro onorar posto in disparte,
a).
E'n me torse l' honor con chiuso gioco
segno apertissimo che Laura comparir non volevolta ¬
va d'essere di lui invaghita. Egli un' altra
ornace ¬
la dipinge coll' anello in dito, proprio
mento delle Spose.
Lunghe, schiette, soavi, e bianche dita,
Cui talor aureo cerchio intorno cinge,
Me la vostra beltate annoda, e stringe,
Si che sovente a lagrimar m’ invita (b)
Però geloso egli pure dell'onore di lei protestasi
altrove che non dirà mai chi fosse, dove naſceſſe, ¬
e dove albergaſse la cagione de suoi sospiri ¬
(c). Le quali cose tutte convengono mirabilmente ¬
a farci credere non solo ingegnosa, ma
vera la bella spiegazione del Signor Cesarotti
Con altri passi di quel Canzoniero dimostra poi
il Crescimbeni essere stato virtuosissimo questo amore, ¬
e lontano da ogni ombra di senso; dal
che pur anche possiamo credere, che le sue Rime ¬
nascessero in gran parte più da volontà di
eser(a) ¬
Sonetto 8. pag. 94.
(b) Sonetto 42. pag. 112.
(c) Madrigalessa 6. pag. 85.