lingua. Tuttavia avendo affermato che gli fosse
Maestro il Battiferri nell' Orazion funebre al Baldi, ¬
lo Scarloncino, e alcuni altri che di lui scrissero, ¬
esser può che qualche tratto di tempo studiasse
sotto di lui gli elementi delle buone Lettere. A
rendersi ben possessore dell' idioma latino usò fin
d'allora per avventura la diligenza di raccogliere ¬
in un libretto le migliori frasi, e specialmente
poetiche di detta lingua, non tralasciando di notar ¬
a parte alcuni eleganti passi di Virgilio, di
Orazio, e di altri eccellenti verseggiatori, da
quali pur anche trasse una prosodia alfabetica, notando ¬
la quantità di ogni parola, onde poterle
all'occorrenza collocar senza errore. Tanto poi
nella greca lingua si avanzò egli, che in quella
medesima età, giuſta lo Scarloncino, prese a tradurre ¬
i Fenomeni di Arato. Il Crescimbeni però
osserva, che il Comento fatto dal Baldi sopra i
Fenomeni terminato fu dall'autore nel 1586.;
onde sembragli che dedur si possa essere d’età
matura anche la versione del testo (a). Tuttavía
l'esemplare da noi veduto nella Biblioteca Albani ¬
in Roma, di cui nel quarto Libro si parlera,
si riconosce scritto di mano giovenile, e vedesi
qua e là corretto in età avanzata; onde non è
forse improbabile, che essendo ancora scolaro, incominciasse ¬
almeno quella traduzione, perfezionandola ¬
poi da uomo.
Mentre attendeva agli studj della grammatica, ¬
si ſcoperse in lui un vivissimo genio verso
l'arte della pittura. Giova il sentirlo da lui me(a) ¬
Vita MS. Lib. 2.