Volltext : Affò, Ireneo: Vita di Monsignore Bernardino Baldi da Urbino

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torno  a  che  può  vedersi  il  Fontanini  (Antiquit.  Ort.  Lib.
2.),  e  dopo  le  opinioni  del  Maffei,  che  due  maniere  di
lingue  contenessero  le  Tavole  di  Gubbio,  cioè  l'Etrusca,
la  Pelasgica  (Itali  primitivi),  una  fortunata  osservazione
del  Signor  Lodovico  Bourguet  Membro  dell'  Accademia  di
Berlino,  e  Professore  di  Filosofia,  e  Matematica  a  Neuscha
tel  fece  distinguer  nelle  nostre  Tavole  il  vero  valore  di  cias
cheduna  lettera  Etrusca  (Bibliotheque  Italique  T.  XVIII.
perchè  il  confronto  di  una  Tavola  di  caratteri  Etruschi  con
uu  altra,  ove  si  mettevano  le  medesime  parole  Etrusche  in
lettere  latine  assicurò  il  valore  dell'  Etrusco  alfabeto.  Allora
si  conobbe,  come  dice  il  dottissimo  Signor  Annibale  degli
Abati  Olivieri  Giordani,  che  il  Baldi  aveva  cominciato  a  er
rare  dalla  prima  parola,  mentre  dove  la  Tavola  comincia
PVRTVVITV,  egli  lesse  RVDFVCIFV  (Esame  del  Bronzo
Lerpiriano  pag.  4.  ).  Ciò  posto  vede  ciascuno,  che  sfuggita
al  Baldi  la  vera  maniera  di  leggere  questo  bronzo,  ancorchè -
  fosse  stata  vera  la  seconda  sua  supposizione  intorno
origne  della  Etrusca  lingua  dalla  Ebrea,  doveva  necessariamente -
  sempre  più  negli  errori  ingolfarsi,  e  far  dire  alla  Tavola -
  cose  totalmente  lontane  dal  vero.  Non  istarò  a  cercare
se  l'  Etrusco  idioma  venisse  dall'  Ebreo,  perchè  poste  le  già
dette  cose  non  rimane  a  dubitar  punto  se  il  Baldi  fosse  in
inganno  circa  l'intelligenza  della  Tavola.  Riferirò  solo  a  ca
gion  di  erudizione  una  risposta  inedita  del  Baldi  a  chi  avesse ¬
  voluto  opporsi  a  questo  suo  secondo  parere  ;  la  quale
scritta  si  trova  di  sua  mano  in  una  carta  aggiunta  al  Libro
de  Scamillis  imparibus,  conservato  nella  Biblioteca  Albani:
Se  opponessero  alla  Divinatione  della  Tavola  Eugubina,  ch
il  carattere  è  latino,  e  non  hebreo,  per  risposta  si  deve  saper
ch'il  carattere,  che  usano  oggi  gli  Hebrei  non  è  quello  che  si
usava  ne  i  tempi  antichi,  cioè  di  Davide,  e  di  Salomone,  come -
  si  raccoglie  dall  Inscritioni  de  Sicli  d'argento,  che  si  hanno -
  per  le  mani,  le  quali  non  sono  intese  dagli  Hebrei.  Ma
perchè  ancora  può  dubitarsi,  e  dire  che  questi  delle  Tavole
non  sieno  simili  a  quelli  de  Sicli,  rispondo  ehe  i  Tiri  poieva
essere,  anzi  è  necessario  che  si  valessero  delle  lettere  di  Fenicia, -
  delle  quali  sappiamo  esser  Cadmo  stato  l'  inventore,  da
cui  presero  poi  i  Greci,  e  da  i  Greci  i  Romani.  Sicchè  non  è
sconveniente,  che  quelle  lettere  fossero  usate  dagli  Etruschi  antichi -
  ,  i  quali  ho  opinione,  che  fossero  Colonia  di  Fenici,  essendo -
  molto  verisimile,  che  se  popolarono  l'Isola  di  Gade.
            
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