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Eugubine erano state scoperte fin dall' anno 1444. al riferire ¬
del Gabrielli; e niuno dubitò mai della loro antichità
fuorchè Fabio Vigile da Spoleti, che in una sua lettera a Benedetto ¬
Egio morto nel 1530., la quale conservavasi originale ¬
presso Monsignor Giusto Fontanini, come scrive il
Crescimbeni (Vita del Baldi MS. Lib. 3.), ebbe ardir di
affermare che le avesse finte Fabrizio Varano Vescovo di
Camerino. Ma riguardandosi come cose del tutto arcane,
niuno aveva ardito di provarsi a spiegarle. Il Baldi fu il
primo a travagliar sopra esse come da scherzo; nè fu punto
persuaso di aver inteso a dovere la lingua in cui erano dettate; ¬
onde non meritava che con tanto disprezzo parlasse
della sua interpretazione Arrigo Ernstio (Observ. in Fragm.
Etrusca Inghirami ). Gli uomini più temperati, tra 1 quali
certo merita uno de primi luoghi Leone Allacci, ne parlarono ¬
con più rispetto, e questi al nostro proposito chiamò il
Baldi eruditissimo (Animad. in Antiquit Etrusc. Fragm. ab
Inghiramio edita N. LI. pag. 107. ). Cosl Tommaso Reinesio, -
che all'Ernstio rispose qual si meritava, sagacissima riconobbe ¬
questa Divinazione (Var. Lection. Lib. III. cap.
16. pag. 106 ). Paolo Beni anche lo commendò per questo
(Difesa dell' Anticrusca pag. 11.); e Jano Nicio Eritreo
nella sua Pinacoteca altrove citata fu cosi persuaso non aver ¬
egli errato, che giunse a dire di lui: pristinam hetruscam
assecutus est linguam. Lungi però che 10 voglia dar al mio
Baldi una lode, ch' egli stesso conobbe di non poter conseguire, ¬
mentre in questo suo lavoro altro non è propriamen
te a lodarsi fuorchè la sua modestia, commendata appunto
da Giacinto Vincioli nel Catalogo de Libri rari Class. 1. pag.
92. Qualche macchia ragionevolmente conobbe in questo lavoro ¬
il Peiresckio, siccome nota il Gassendo (Vita Nicol.
Peiresck. Lib. 5. pag. 295. ). Ma a dir la cosa com è, tutto
è errore. Due principi adottò il Baldi nell' accingersi a
questa interpretazione, i quali sono forse ambidue falsi egualmente. ¬
Il primo fu il credere sicuro l' Alfabeto Etrusco
qual inventato se lo aveva il Gabrielli: l'altro il credere
fermamente che la Lingua Etrusca avesse origine dalla Ebrea. ¬
Ognun vede che data la falsità di questi due principi
tutta la sua Divinazione ebbe a riuscire totalmente chimerica. ¬
Che l' Alfabeto Etrusco fissato dal Gabrielli non fosse
del tutto giusto, ora è fuor di dubbio. Imperciocchè dopo
altri sistemi inventati per ispiegar meglio tal Alfabeto, in¬