Full text : Affò, Ireneo: Vita di Monsignore Bernardino Baldi da Urbino

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Berardino  Rota,  e  il  Conte  Matteo  di  S.  Martino  di  soli
Pescatori  aveano  formato  Dialogo  nell'  Egloghe  loro.  Ma  che
niuno  avesse  indotto  Pastorelle  nell'  Egloghe,  non  è  vero,
perchè  nell'  Idillio  XV.  di  Teocrito  ne  abbiamo  esempio.
Checchè  sia  di  questo,  le  Egloghe  del  Baldi  spirano  tutta
la  grazia  de'  più  rinomati  Buccolici  greci  e  latini.  Il  Quadrio ¬
  loda  sopra  modo  la  quinta  intitolata  la  Madre  di  famiglia, ¬
  e  la  riproduce  interamente  nella  Storia  e  ragione  di  ogni ¬
  Poesia  (Tom.  II.  P.  II.  pag.  422.)  e  soggiugne  :  consideratine -
  i  morali,  e  belli  ammaestramenti  che  contiene,  il  naturale,
e  candido  stile,  che  per  tutto  vi  pare,  e  la  semplicità,  e  la  pulitezza, -
  e  il  verzo,  merita  in  vero  di  conseguire  in  qualunque  sia
opera  quell'  onore,  che  a  un  Idillio  di  Teocrito  si  farebbe,  o  di
altro  antico.  Ad  altri  piacque  ancor  più  la  quintadecima  intitolata ¬
  Celeo,  o  l'Orto,  in  cui  si  dipinge  con  graziosissimi
colori  un  Pastore,  che  dopo  aver  lavorato  il  suo  Orticello  si
adatta  a  farsi  una  Polenta,  e  indi  se  ne  pasce.  Veramente
è  leggiadrissima.  Fu  ristampata  in  Firenze  per  Gianfrancesco
di  Carlo  da  Pavia,  come  si  nota  nella  Storia  Letteraria  del
Ch.  Zaccaria;  ma  l'errore  tipografico  dell'anno  1513.  ivi
espresso  ci  tien  sospesi  a  giudicare,  se  ciò  avvenisse  nel
1613.  vivente  ancor  l'autore,  o  piuttosto  nel  1713.  Il  Comino -
  in  Padova  la  riprodusse  nel  1751.  con  questo  titolo:  Celeo, ¬
  o  l'Orto  Egloga  di  Bernardino  Baldi  Abate  di  Guastalla
celebre  Poeta,  e  insigne  Matematico  de  suoi  tempi,  in  cui  oltre -
  al  lodarsi  la  vita  tranquilla,  s  appara  la  vera  e  legittima
maniera  di  manipolare  quel  cibo  a  qualsisia  condizion  di  persone ¬
  tanto  gradito  e  caro,  che  si  chiama  Polenta.  Fu  anche
aggiunta  ad  alcune  ristampe  delle  cose  volgari  del  Poliziano.
Ma  non  apparve  mai  forse  ornata  meglio,  che  in  un  leg
giadro  volumetto  intitolato:  Quattro  elegantissime  Egloghe
rusticali  impresso  nel  1760.  in  Venezia  appresso  Paolo  Colombani ¬
  in  4.  Ivi  si  legge  il  Moreto  d'Autore  incerto,  il
Batino  di  Francesco  Bracciolini,  Celeo,  e  l'Orto  (l’autore  la
intitolò  Celeo,  o  l’Orto  )  del  nostro  Baldi,  e  Pane  Egloga
di  Nemesiano  volgarizzata  da  Tommaso  Giuseppe  Farsetti.
I  graziosi  rami  allusivi  a  ciascuna  dell'  Egloghe  abbelliscono ¬
  l’edizione  per  sè  stessa  pregevole.  L'Autor  delle  Novelle
Letterarie  di  Firenze  del  1751.  col.  443.  affermò  che  possa
gareggiare  nella  grazia,  e  nella  bellezza  con  qualunque  Poesia
degli  antichi  greci  ,  e  latini  in  simil  materia.  Il  Zaccaría  nella ¬
  Storia  Letteraria  (Vol  XI.  Lib.  I.  cap.  3.)  ne  riferl  un
            
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