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Se ogni esperto Pittor co suoi colori
Al tempo ingordo il proprio aspetto fura,
Ben è ragion, che diligente cura
Su le vivaci carte il mio colori.
Se non mente il cristallo, ov' io mi specchio,
E se quel che mi mostra al vivo incarno,
Il viso in parte ho scolorito, e scarno,
E'l crin qual d' uom, che già s' appressa al vecchio.
La barba non è folta, e non è rada,
Ne il petto a me come à Romito inonda;
E perchè al tutto al viso ella risponda
Vuo' che il Barbier la conci, e non la rada.
Più magro son che grasso: il capo e 'l busto
Poco o nulla inalz io sovra l'uom giusto.
Se brami il viso poi, che il petto copre,
Da me dipinto il mirerai ne l'opre.
Disse lo Scarloncino: Statura procerus fuit, facie
oblonga, & acribus oculis, colore subfusco. Membrorum ¬
ei fuit decens habitudo, & compactum corpus. ¬
Il ritratto, ch'io ò posto in fronte a questa
Vita, mi fu già spedito dal Sig. Marchese Franceſco ¬
Maria Moſca Barzi di Pesaro Gentiluomo
di Camera del nostro Reale Sovrano, che per
favorirmi lo fece copiare colla matita da uno conservato ¬
in Urbino tra le Pitture della nobilissima
Caſa Albani. Da chi sia dipinto nol so. Solo
vengo assicurato che non sia di pennello molto
eccellente: onde non può credersi quello che fece ¬
il Barocci, e neppur l'altro dipinto dal Borgani, ¬
che meritò dal Baldi un Sonetto Dialogistico ¬
tra esso e il Pittore, che per aggiunta qui
riferirò dalle sue Rime varie: