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averle ritrovate egli soltanto, con fissare metodi ridicoli ¬
e sciocchi, l'inutilità de quali, per quanto
io seppi, feci scorgere nel mio Dizionario della
Poesia volgare stampato in Parma nel 1777. Il
Creſcimbeni per iscusare lo Zuccolo, che a lui parve ¬
di non mediocre sapere (a), pensa ch' ei non
avesse cognizione del Baldi se non per il Poemetto -
del Diluvio scritto in quella foggia di versi.
Ma è a sapersi, che lo Zuccolo accolto già alla ¬
Corte del Duca di Urbino l’anno 1608. (b
viſse poi ivi col Baldi buon tratto di tempo, e
a lui fece l'amico, siccome prova una lettera
originale scritta dal Baldi a Don Ferrante Gonzaga ¬
data in Urbino il giorno 21. di Dicembre
del 1612., ove si legge : Hebbi la lettera dell
E. V. e vidi il desiderio del Signor Gio: Vincenzo -
Imperiali. Ma sappia, che ad istanza d'un
Sig. Lodovico Zuccoli huomo di lettere del Sig.
Duca io feci già è più d'un anno un Sonetto per
il medesimo, e mi disse che era stato fedelmente
ricapitato. La prego a favorirmi d'intenderlo dal
medesimo, e s' è possibile farsene mandar una copia, -
perchè io ho perduto l' originale, e la memoria -
d'esso. Per servire poi l'E. V. tutto che
alienissimo dalle Muse, ho fatto quest altro che le
mando accluso, pregandola ad accettarlo con occhio ¬
benigno, & emendarlo. Di più nel Codice
della Biblioteca Albani, che contiene il Genio,
ed altre cose, leggesi in fine un Sonetto del Baldi ¬
allo Zuccolo: sicchè o fu coſtui malizioso, o
(a) Vita del Baldi MS. Lib. 1.
(b) Lettera originale di M. Antonio Virgili Battiferri al Baldi 17. Luglio
1608. nel Codice Albani.