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ammettere qualche erroruccio: ma ciò è inevitabile ¬
nelle opere grandi, combè la sua, cui dovrebbe ¬
qualche zelante della nazione procurare omai
compimento. Veggasi la Parte prima del secondo
Volume della sua celebratissima opera (a) impressa ¬
nel 1758.
Il noſtro Baldi ſi lagnò già di aver dovuto
scrivere molte cose in Guastalla, ove non era
persona, che degli studj suoi si dilettasse, nè quantità ¬
di libri da poterne approfittare. Accadde a
me lo stesso allora quando parte per genio, parte
per obbligo scrissi e pubblicai nella Città medesima ¬
alcune coſe mie: onde potei io pure appropriar ¬
a me le parole, che ad escusazione di se
steſso egli ſcrisse: Essendo io solo in Guastalla...
non havendo a cui mostrare i miei Scritti, nè con
chi conferirli, non possono essere se non pieni d'errori -
..... Sappiano dunque tutti, che se. nelle cose -
stampate da me ..... ve cosa di buono, viene
dalla bontà di Dio, e dalla mia mera diligenza:
se v'è di male nasce dal non havere con chi conferire, ¬
nè a cui mostrare le cose mie. Ma qual
pianta in un bosco può far i frutti domestici? Scusami -
dunque, o Lettore, o habbimi compassione (b).
Quindi avendo dovuto stendere dopo tanti altri
Scrittori, che mi erano per la più parte ignoti
un Elogio del Baldi, e non avendo alle mani ancora ¬
que' documenti, che dopo aver dato prova
della buona mia volontà, affidati mi furono, replicai ¬
molti errori degli altri, benchè mi riuscisse
(a) Scrittori d’Italia Vol. 2. P. 1. pag. 116. e seg.
(b) Prefaz. alla Traduz. di Quinto Calabro.