148
Ma veramente egli la visse. Urbino
Di lui s’ onori: o Passaggiero, addio (a).
Anche il Cavalier Marino (il cui fervido ingegno ¬
era ſtato dal nostro Baldi ben conosciuto e
celebrato con un Sonetto, immaginandosi che
per lui nuove bellezze avesse dovuto acquistare
la noſtra Poesia, come ſarebbe avvenuto, ſe il
troppo amore di novità non lo avesse condotto ¬
a quell' eccesso, che in vece di ristorarla diedele ¬
crollo ) lodar lo volle nella sua Galleria,
formandone con questi versi il ritratto e l'elogio: ¬
Tu che di lido in lido
Nocchier cerchi il Tirren, l'Adria, e l'Egeo,
Vienne, che in un m' avrai canoro e fido
Palinuro, ed Orfeo.
Se vuoi remo, ed antenna,
Eccoti la mia penna.
Se brami del navigio apprender l'arte,
Carta del corso tuo fien le mie carte;
E se chiedi la stella,
Qual de la gloria mia luce più bella (b):
Ma non era dovere che un uomo, il quale
iſtoricamente ſcrivendo die' fama a tanti altri, negletto ¬
fosse dalle penne degli Storici. Fabricio
Scarloncino fu il primo, che con sua lettera latina ¬
a Lelio Ruino Veſcovo di Bagnorea, la quale ¬
fu impressa con un' Opera postuma del Baldi
nel 1621., come vedrassi, raccogliesse le Memorie
della Vita di esso, e de’ suoi Scritti. Questa lettera,
(a) Rime del Chiab. P. 2. dell' ediz. Rom. 1718. Epitaf. XXVII. pag. 304.
(b) Galleria: Ritratti pag. 237. della terza edizione.