133
co Bartolino ſcrissegli da Bologna, che il celebre
Magini rendutone inteso, n era pieno di stupore:
dell immensa fatica, ch ella ha perde mani, il Sig.
Magino si ſtrasecola (a). Ma in allora non attendeva ¬
che a raccogliere i materiali. Solo nel
1615.si pose a dar ordine a tal opera, frutto
come dice il Battiferri, di ardire, e di costanza
invincibile, disponendola per alfabeto; e con tanto ¬
impegno vi s' inoltrò, che nel mese di Giugno ¬
dell'anno appresso ne aveva già terminato
quattro grossi tomi in gran foglio scritti latinamente ¬
di mano propria con diligenza esquisita.
Non è forse improbabile che per insinuazion
sua riſtabilita foſſe in queſti tempi la decaduta
Accademia degli Assorditi di Urbino, la quale
ebbe per impresa la Nave di Ulisse colle Sirene,
e il motto CANITUR SURDIS: imperciocchè nel
Codice 6954. della Biblioteca Vaticana ò trovato
un Catalogo delle opere del nostro Bernardino
scritto poco dopo la morte di lui, dietro il quale ¬
ſi accenna, essere queſta ſtata riſtorata alcuni
anni addietro, e che mentre tale carta fu scritta, ¬
n’era Presidente Marcantonio Virgilj Battiferri, ¬
e membri principali Tito Cornei, Giulio Veterani, ¬
Batiſta Ceci, Papirio Silveſtri, Giacomo ¬
Giovannini, Antonio Galli, Vittorio Venturelli, ¬
Federigo Urbano, Girolamo Gallo, F.
Vincenzio Maria Cimarelli Teologo Domenicano,
Maeſtro Gioanni Santini Teologo Franceſcano,
Giambatista Pucci, e Giambatista Pinzoni, vai ¬
2.
(a) Lettera originale ne Codici Albani.