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ciò rendevaſi a tutti amabilissimo; ma assai più
per un carattere di docilità che gli fu proprio;
onde soleva di buon grado ascoltare il consiglio
di tutti, comunicare a chiunque le sue produzioni, ¬
sentirsi correggere volentieri, nè giammai biasimare ¬
o calunniare altrui. Spiegò egli stesso queſto ¬
suo bel naturale con tali parole: A questi,
dall’ ignoranza, e dall' ambizione de quali vien partorita -
la malignità e l'invidia, sorelle, e madri
della detrattione e della calunnia, sempre son io
stato nemico, sentendomi loro per natura totalmente
contrario; ond' è che non solo mi son guardato da
lacerar chi che sia; ma mi son anche sforzato di
non prometter mai cosa, ch' io non habbia attesa,
o condotta almeno a quel termine, ove l'ha portata -
la debolejza delle mie picciole forze. Ho lasciato ¬
veder sempre liberamente le mie fatiche a
cui l'ha volute vedere principiate, abbozzate, mezze -
fatte, e finite. Non ho havuto per male, che
altri le riprenda, quando ho conosciute giuste le
riprensioni, e sempre ho stimato meno il desiderio
dell' essere tenuto intendente, che quello dell' esser
in concetto altrui uomo schietto, libero, ed amico
della ragione, e del vero; il qual disprezzo d'artificj -
mi fa accorgere, che io male sarei nato femina; -
poichè male mi sarei saputo valere de' belletti -
e del liscio. L'eccellenza è conceduta a pochi,
ma la realtà, e la sincerità del procedere non è
negata a niuno (a). Se per avventura sfuggito gli
foſſe uno sproposito di bocca, e se ne fosse accorto, ¬
era egli il primo a confessarlo. O’ veduto
(a) Difesa di Procop. nella Lett. ai Lettori.