Volltext : Affò, Ireneo: Vita di Monsignore Bernardino Baldi da Urbino

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che  rimaneſſe  memoria  essere  queſta  l'ultima  fatica ¬
  di  quel  valente  artefice,  nel  luogo  ove  dipinger ¬
  si  dovea  la  culla,  fece  aggiugnere  un  epigrafe ¬
  compoſta  da  lui  medesimo  riferita  dal  Baldinucci ¬
  (a),  ma  più  esattamente  dal  Creſcimbeni
in  tal  maniera:
Federicus  Barocius  Horatio  Albano  pingebat.
Utrumque  fraudavit  mors.
Immortali  hunc  opere,  immortali  illum  gloria.
Inchoatam  marinam  Venerem  laudavit  prisca,
Inchoatam  cœelestem
Mariam  nostra  haec  suspiciet  usque
&  admirabitur  œtas.
B.  MDCXII.  B.
Intrapreſe  poi  a  ſcrivere  altre  opere;  e  riveduto -
  ciò  che  avea  molto  prima  scritto  sulla  Tavola ¬
  Eugubina,  in  tempo  che  il  suo  amico  Sebaſtiano ¬
  Maccio  nel  1613.  ſtampava  il  ſuo  libro
de  Historia,  in  cui  parlando  di  detta  Tavola,  e
della  lingua,  in  cui  è  scritta,  disse:  melius  est  eam
omittere,  quam  cum  dedecore  illud  suscipere  negotium -
  (b),  volle  egli  mandare  all'amico  Marco
Velsero  il  suo  libretto  su  tale  materia,  il  quale
per  essere  il  primo  che  si  fosse  veduto  mai,  piacque ¬
  assaissimo,  e  fu  tosto  da  quel  dotto  Letterato
fatto  ſtampare,  pronunziandone  poi  i  dotti  varj
giudizj,  de  quali  parlerò  nel  catalogo  delle  opere
del  noſtro  infaticabile  Scrittore.  Certa  cosa  è,  che
(a  )  Profesori  del  Disegno  Dec.  1.  P.  3.  Sec.  4.  pag.  116.
(b)  Lib.  2.  cap.  6.  pag.  44.
            
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