119
morto, e che volevasi in Roma aggravare d' altra ¬
pensione chi aveva à sottentrare a tal Dignita; ¬
onde inteso che Don Ferrante si opponeva,
lo commendò, prendendo anche motivo di dargli
nuova dell onore ultimamente goduto con questa ¬
lettera:
Illmo, & Eccmo S. e Pron mio Singmo
Fui il mese passato dal Serenissimo Signor
Duca mio Signore mandato a Venezia per far
uffitio di congratulatione col nuovo Duce Marcantonio -
Memo. Con l' ajuto di Dio il tutto è passato ¬
ottimamente, e ne ho riportato in dano una
collana d' oro di trecento scudi. So che per l'amore, ¬
che l'E. V. mi porta, ne sentirà sodisfattione; ¬
e per la verità io stimo di gran lunga più
lhonore, che non faccio l'utile. Ne haverei prima ¬
dato parte all' E. V. ma non ardiva di farlo
prima che m assicurassi, che il fatto passasse bene ¬
. Mi dolse infinitamente la morte di Mons. Abbate ¬
Baruffone, e mi piacque l'elettione fatta di
M. D. Troilo Accursini. Ma hene mi dispiace che
in Roma abbiano tentato di gravar la Chiesa sopra ¬
quello che il stato comporti, & ho lodatò, e
lodo la resistenza fatta dall' E. V. nella quale la
prego ad esser caldo, essendo ben certo che se la verità -
giunge agl' orecchi di N. S. non tollererà cosa
si esorbitante. Vero è che non posso se non maravigliarmi, -
che il contrasto sia si lungo, essendo si largo -
dalla parte dell' E. V. il campo della vittoria.
Spero che fin qui habbia superata la difficoltà
come desidero per soddisfattione di lei, della per-