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lettera di condoglienza insieme e di conforto (a):
onde rimaſto solo colla cognata alla tutela de’ teneri ¬
figli, prese a dar loro la migliore educazione ¬
(b). Non passarono molti mesi, che vide pur
anche la propria Madre accostarsi al sepolcro. Io
poi, ſcriveva a Don Ferrante il primo giorno di
Quaresima del 1612., sono di nuovo toccato dalla
mano di Dio, perchè hora che scrivo questa, mia Madre -
litiga con la morte, e si trova in agonia. E
vecchia di settantasei anni, e so che le è meglio
la morte, che vivere come faceva senza moversi di
letto. Tuttavia la carne non può fare di non dolersi -
della perdita di cosa si cara com' è la Madre. ¬
Mori la buona vecchiarella, e l’amoroso figliuolo ¬
ne diversi Epitaffi, che andava scrivendo
con poetico stile, fece a lei questo:
O viator ch' anco il tuo fin rimiri
Scritto nell' altrui morte in varii marmi,
Leggi le note, che scolpite miri
Sovra il lugubre sasso in mesti carmi.
Virginia fui di numerosa prole
Madre: Pesaro diemmi, Urbin m' accolse:
Settanta verni e sei fugato il Sole
Havea, quando la Parca il fil mi sciolse.
Vidi figli de' figli, e ’l nome mio
Tolto ne le nipoti al cieco oblio.
Vedova fui vent anni, & hor la morte
Rendemi entro il sepolcro al mio consorte (c).
Simili travagli furono compensati con singolari ¬
onori, ch egli quest' anno medesimo riportò;
(a) Lettera di D. Ferr. 20. Gennajo 1612.
(b) Battiferri oraz. funeb. al Baldi.
(c) Epigrammi volgari del Baldi MS. Lib. 2. n. 217.