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que la rarità dello scrivere a sodisfacimento di debito, ¬
e s' assicuri, che se mi darà occasione di esercitar -
la mia servitù, s'accorgerà ch' io le sono
e sarò sempre il medesimo servitore. La lontananza
de corpi non ha che far nulla con le operationi
dell’ animo, e sono si grandi, e si inveterati gli
oblighi ch io tengo all'E. V. che nè anco si morranno ¬
per la mia morte, se l'anima separata non
perde la memoria delle cose passate. Io vivo con
desiderio d'intendere il progresso delle sue fabbriche
per goderne, e ragionarne, non essendo fuori di
speranza d’ haver occasione un giorno di rivederle,
e riverir l'E. V. sotto quel tetto, all' ombra del
quale posso dire d'esser vissuto trent anni con infinito -
piacere. La prego a rappresentar a sè stessa l
imagine della mia divotione, & a conservarmi vivo -
nella gratia sua, offerendomi frattanto a pregar -
Dio, che conceda all E. V. ogni prosperità, e
contento. Di Urbino a di 16. Agosto 1610.
D. E. V. Illma
Devotmo & Obligmo Ser.
Bern. Baldi.
Molto più pago ſtato ſarebbe del suo novello ¬
ſtato, ſe potuto avesse disimpegnarsi dall’attendere ¬
all' economia della casa; ma il bisogno
in vece di sminuirsi divenne anzi maggiore, perchè ¬
Giambatista suo fratello dopo lunga infermità
mancò di vivere il giorno 14. di Dicembre del
1611. (a), lasciando lui immerso in profondo dolore, ¬
nel quale fu consolato dal Gonzaga con
(a) Crescimbeni Vita MS. Lib. 3.