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di ſervire il suo natural Padrone, e voleva poter
giovare in Patria alla ſua famiglia. Intanto il
Gonzaga moſtroſſi bramoſo, che rinunziar volendo, ¬
non lo facesse in persona di altri se non se
in quella del Protonotario Arciprete Baruffoniuomo ¬
delle civili e canoniche leggi peritissimo,
da cui il Principe avea sovente ritrattò segnalati
ſervigj. Veramente non pareva queſti all' Abate
troppo abile al governo di una Chiesa, come colui ¬
che troppo era in affari politici immerso, ed
aveva ancora l'animo rivolto al Ghiſelli: nulladimeno ¬
per non dare a Don Ferrante questo disguſto, ¬
nel Gennajo del 1609. rinunziò con riserva
di pensione al Baruffoni (a); e l'ultimo giorno di
detto mese con mandato di Procura scritto di proprio ¬
pugno, e consegnato negli Atti di Giambatista
Canuti Notajo Guaſtalleſe, eleſſe suo Procuratore
Emilio degli Emilj Nobile Pesarese Consigliere del
Duca d'Urbino, e suo Residente in Roma, a rinunziar ¬
nelle mani del Papa l'Abazia di Guaſtalla, ¬
riservandosi la pensione di 204. Scudi da
Giulj nove e mezzo Romani, che facevano la
somma di 127. Ducati di Camera in circa (b)
Segui pertanto la rinunzia, e fu eletto al
governo di detta Chiesa il Baruffoni: onde sciolto ¬
il Baldi dal gravoso incarico, che aveagli cagionato ¬
tanti disturbi, si licenziò dal Principe, dal
suo Clero e da tutti, forse non senza lagrime di
tenerezza pel grande amore concepito verso la
sua Chieſa governata presso a venticinque anni,
a) Lettera di D. Ferr. al Baruffoni 20. Gen. 1609.
(b) Nell'Archiv. Pub. di Guastalla.