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e di ſtima, proſegui il viaggio, e ritrovossi in
Patria verso la fine di Luglio (a).
Ma in questo tempo altre cagioni d'inquietudine ¬
se gli preparavano: imperciocchè avendo
egli fin dal giorno 16. di Maggio, coll' assenso
di Don Jacopo Antonelli Rettor della Pieve di
Guaſtalla, vietato che si tenesse continuamente il
Santissimo Sacramento dell' Eucaristia nella Chieſa ¬
del Roſario; parendogli cosa inconveniente che
in tanta vicinanza della Chiesa Parrocchiale di un
picciol Borgo si venerasse in quell' Oratorio l'Oſtia ¬
ſacroſanta, la Confraternita di tale Oratorio
avea fatto ricorso a Roma contro di lui, provando ¬
di aver tal privilegio da Sisto V.; per la qual
cosa ottenuta sentenza favorevole pronunziata da
Pierpaolo Crescenzi Auditor Generale della Curia
Romana il di nono di Giugno, e giunta questa
in mano de ricorrenti in assenza dell' Abate, ne
fecero grande tripudio, non senza disprezzo del nome, ¬
e autorità di lui. Avvertito di tal novità, e
reſo consapevole di essere citato a Roma, grandemente ¬
alterossi; onde al Principe cosi scrisse:
Ho inteso quanto è stato operato contro di me
da coloro, che fanno ogni sforzo per levarmi da
Guastalla, e valendosi delle bugie contro la verità si
gagliardamente mi perseguitano. Questi per avventura -
faranno a me danno nella borsa, ma condanneranno -
se stessi nell anima, e non sono piccioli -
nè pochi gli esempi del castigo mandato da Dio
sopra coloro, che perfidamente odiano, e cercano
di nuocere a' loro Prelati. Molte volte mi son te(a) -
Lettera del Baldi a D. Ferr. 25. Luglio 1607.