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ghiti, & a me piacè tanto, che ardisco dire, che
in questo genere non si può far più. Et se V. S.
n havrà due dozzine da far veder al mondo, l' assicuro -
di una gloria singolare. Il Chiabrera fece
cose in parte simili, ma non arriva al parer mio
a questo. Allora più non tardò l'Abate a commetterne ¬
la ſtampa, che fu eseguita in Parma nel
1607. con dedicatoria al Torelli.
Eugenio Visdomini incaricato a spedir copia
del Libro a tutti gli Accademici (a), ne portò
anche una a Modena al Cardinale Alessandro d'
Eſte, alla grazia di cui il Baldi aspirava, bramando ¬
di presentarsegli nella sua prossima gita ad
Urbino. Però il Visdomini eseguita l’incombenza, ¬
cosi gli ſcriſſe l'ultimo giorno di Giugno:
Fui a Modena, e portai il Libro di V. S. al Sig.
Cardinale. Vada dunque allegramente a far riverenza -
a Sua Signoria, che io le ho impetrato l'adito -
in modo, che sarà veduto molto volontieri (b)
Non ſembra per altro che avesse bisogno di tali
mezzi per ottener favore da quel Porporato; imperciocchè ¬
l'anno avanti, allorchè gli rimandò
con sue lettere il P. Castronio di lui Teologo,
che avea predicato la Quaresima in Guastalla
ricevette dal Porporato una riſpoſta cosi bella
cordiale e piena di tante esibizioni, che prometter ¬
ſe ne poteva le grazie più segnalate (c). Ora
partendosi per Urbino paſsò da Modena, ed avuti ¬
dal Cardinale non dubbj ſegni di benevolenza
(a) Lettera del Visdomini al Baldi, Parma 1. Luglio 1607. Ivi.
(b) Lettera orig. ne’ medesimi Codici.
(c) Lettera del Card. d’Este al Baldi 24. Apr. 1605. Ivi.