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re gia mandate a Pavia, che in questo tempo
si fece rimettere, essendovi lettera di Nestor
Cantù scrittagli il giorno 16. di Marzo, con cui
facendo la ſpedizione di tali coſe disse: Restiamo
però tutti con speranza di haverle a rivedere in
istampa per via di Venetia, che cosi si è presentito. -
Con il Quinto Calabro, e Commenio della
Deifobe ho congiunto i Madrigali sopra la Corte,
il Discorso di Luciano, e le Lamentationi (a).
Essendo egli immerso in simili divisamenti,
ebbe dal P. Lelio Passionei Gesuita abitante in
Novellara l’opera de’ Padri Girolamo Prado, e
Giambatista Villalpando ſopra Ezechiele ſtampata ¬
di fresco, in cui si comprendeva la descrizione ¬
di Gerusalemme, e del Tempio con le sue
misure copiosamente esposte (b). Io dubito ch'
egli ſteſſo ſi foſſe moſtrato desideroso di tal opera, ¬
potendo essere che a lui scritta fosse quella
lettera di Marco Velsero certamente suo amico,
come più abbasso vedremo, la quale era data
fin il giorno 7. d’Ottobre dell’anno antecedente, -
e diceva: Pochi giorni sono, che di qua habbiamo ¬
l’Ezechiele del P. Villalpando, quale formando -
paradossi circa le ricchezze di Payide, e
Salomone, ed altri, dà qualche occasione di discorrere. -
Mi farà molto favore sentire quello che
in Italia se ne parla (c). Comunque sia, questa
gli diede motivo di scrivere un opera, che giusta
lo Scarloncino s'intitolò: Templi Ezechielis nova
descriptio, indarno da noi cercata fin ora.
(a) Lett. del Querengo 15. Marzo 1606. Ivi.
(b) Lett. del P. Passionei 25. Febb. 1606. Ivi.
(c) Marci Velseri Opera pag. 874.