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cea istituita per dar in luce libri orientali. Bernardino, ¬
che delle lingue era amantissimo, se lo
l'arese ¬
famigliare, e volle da esso apprendere
rabo idioma: onde cantò poi nell' Ode altre volte ¬
citata al Raimondi diretta:
Sovviemmi allor, siccome tu cortese
De gli arabici sensi il ver m' apristi,
E come dolcemente anche seguisti
Il mio desir, che a varie lingue intese.
Il Crescimbeni pretende che dal medesimo apprendesse ¬
anche la lingua schiavona, appoggiandosi ¬
all' autorità dello Scarloncino, che dice:
Romæe dum viveret fere nescivit quid gereretur in
aulis: arabicae enim linguae cum Jo: Baptista Raimondo ¬
diligentifsime studuit, & arcana industria
sclavonica quam perfecte callebat. Che in queſta -
sua ſeconda dimora soltanto fatta in Roma
attendesse allo studio dell' araba lingua, comprovasi ¬
dalle sue Opere; poichè nessuna di esse prima ¬
di questi tempi composta lo dimostra dotto
nell' arabo, e si conferma da una lettera scritta
poi da Milano al nostro Abate dal Cardinale Aldobrandino ¬
il giorno 20. di Marzo del 1
)9.,
ove gli disse: Dovendo io per obedir N. S. ritornar ¬
presto a Roma . . . . parlerò col Raimondi
dell’ Avicenna, ch ella vorrebbe per finire di diventare -
Arabo. Le quali parole ad evidenza dimostrano ¬
essersi dato il Baldi a questa lingua
non molto prima.
Scrive pur anche lo stesso Crescimbeni non
ritrovarsi, che il Baldi in questo tempo producesse
alcun opera perfetta: e in vero le incombenze
addossategli dal Cardinale, e lo studio delle