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se, che se ne andava ad Urbino per provvedere
alle coſe della sua Casa: ove giunto ebbe da
Giambatista, ed Alessandro suoi fratelli ampia
procura di spedire anche a nome loro i comuni
interessi, come costa dai pubblici Rogiti dell'Archivio ¬
d'Urbino dal Crescimbeni allegati. Non
istette ozioso in questi tempi, perchè compose I dodici ¬
gradi della Scala Celeste nel mese d'Ottobre, -
opera molto bella, che reſtò inedita, come
a suo luogo vedremo. Ordinate le coſe tornossene ¬
a Guaſtalla nel meſe di Marzo del 1593. (a)
per intraprendere Opere assai maggiori, e di piu
grave importanza. Conciossiacosachè avendo già
acquistato un perfettissimo possesso delle lingue,
e scienze sacre, deliberò prima di scrivere una
piena parafrasi del santo Libro di Giobbe, spiegandone ¬
con dottissimi Scolj il senso istorico,
morale, allegorico, ed anagogico; intendendo
di ciò fare più coerentemente allo spirito di tal
libro, che fatto non avea Francesco Titelmanno. ¬
Ed avendo in poco più di due mesi posto
termine a cosi illustre fatica, la qual diresse a
Francesco Maria II. Duca d’Urbino, dopo un
breve riposo ſi accinse a tradurre in latino il
Targum, cioè la parafrasi caldea del Pentateuco
d'Onchelos, aggiugnendovi di mano in mano
pienissime osservazioni, come a suo luogo diremo. ¬
Correndo la solennità di San Francesco d'
Assisi dell'anno appresso, terminò quest'opera veramente ¬
grande.
Mentre bisognoso di qualche sollievo dispo(a) ¬
Lettere orig. del Baldi a D. Ferrante 17. Marzo 1593.