LIBRO I.
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59. Ma alcuni negano ch' Eratostene abbia potuto -
dedurre la vera misura della terra, la quale,
sia certa od incerta, non può fare che la nostra
descrizione non abbia le giuste determinazioni
delle parti donde scaturiscono le corsie dei venti.
E se cosi è, sarà anche vero che tutti i venti
non corrono con eguale misura, ma quale con
maggiore, quale con minore violenza.
60. -Essendo da noi queste cose brevemente
esposte, a più facile intelligenza mi parve opportuno -
di spiegare nella fine del libro due figure,
che i Greci dicono schemata; una delle quali
conformata in modo che indichi le origini certe
delle spirazioni dei venti : l'altra che rappresenti
come si possa schermirsi dai loro soffj nocivi coll'opposta -
direzione delle piazze e delle contrade.
61. Sia dunque in un piano livellato (1) il
(1) Al testo vitruviano risponde la fig. 2. Tav. 7; e nella -
fig. 3. si veggono indicate le direzioni delle principali contrade -
di una città per essere difese dall'impeto dei venti; direzioni -
che sembrano, meglio che quelle da altri stabilite,
corrispondere alle parole del nostro autore. Dice a questo
proposito il Canina, pag. 62. „ che si potrebbe ritrovare
„ qualche determinata regola intorno alla distribuzione delle
„città greche, per farne il paragone coi precetti che Vitru¬„vio -
prescrive a questo riguardo, soltanto dal piano di quel¬„le -
città che furono fabbricate interamente di nuovo nei
„ tempi in cui i Greci erano giunti alla loro massima opu¬„lenza. -
Tale sarebbe l' aggiunta fatta alla città di Alene ver¬„so -
il Pireo, nell'epoca che succedette alla guerra persiana,
„ la quale si crede che fosse stata designata in parte, se non
„interamente, da Ippodamo, che aveva pure diretto la nuo¬„va -
città che i Rodiani fondarono nella Olimpiade XCIII.
„in forma di un Anfiteatro rivolto al mare, per servire di
„capitale della loro isola. E tale il modello della città che