Full text: de Sacrobosco, Johannes: La sfera di Messer Giovanni Sacrobosco tradotta emendata & distinta in capitoli da Pieruincentio Dante de Rinaldi con molte et utili annotazioni del Medesimo

varto.

detto corpo eſſendo equale all’opaco lo illumina à pũto mezzo, e fa
l’ombra colonnale, & eſſendo minor il corpo luminoſo del opaco
l’illumina manco della meta e fa l’ombra ottuſa, eſſendo adunque
il Sole 166. uolte maggior della terra fara l’ombra rotonda, e aguz
za, come ſi uede nella ſuperior figura.

98. DELL’ECLISSE DEL SOLE.
C ap. v.

ESSENDO la Luna nel capo, ò nella coda
del Dragone, ò quiui appreſso nel tẽpo che
ella ſi cõgiugne col Sole, il corpo della Luna
s’interporra fra l’aſpetto noſtro, e il corpo
ſolare, onde ei adombrera la chiarezza del Sole, e patira l’
Ecl iſſe, non perche egli manchi del lume, ma perche mã-
ca à noi per la interpoſitiõ della Luna fra il noſtro aſpetto
e’l Sole, dal che è manifeſto, che detta ecliſſe non ſi fa ſem-
pre nella coniuntion del Sole, e della Luna, ſi auuerti-
[figure]

ſce bene, che quando è l’ecliſſe
della Luna, è uniuerſale à tut-
to il mondo, ma quando e quel
la del Sole, non e coſi uniuerſale
anzi in un clima ecliſſa, eĩ un’al
tro nò, ilche interuiene per la
diuerſita delli aſpetti in diuerſi
Climi. Onde Vergilio elegante
mẽte deſcriſſe la natura dell’u-
noe l’altro Ecliſſe,

Defectus Lunæ uarios, ſolisque laboreſ.

Dalle coſe ſopradette e manifeſto, che l’Ecliſſe del Sole,
nella paſſione del Saluator eſſendo nel plenilunio non
fu naturale, ma miracoloſa contro il corſo naturale, per-
che l’Ecliſſe del Sole douria occorere nel nouilunio, o cõ
iuntione che fa con la Luna perilche come ſi legge Dio-
niſio Areopagita conſiderando tale E c liſſe, eſclamo dicen

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